Potrebbe superare i 200 milioni di euro l’impatto della siccità sull’agricoltura mantovana. È un primo bilancio di Coldiretti Mantova alla luce del drammatico scenario che sta colpendo il territorio nazionale, con precipitazioni più che dimezzate e il Po in sofferenza, con un letto “magro” peggio che a Ferragosto. Una situazione decisamente peggiore rispetto all’estate 2003, che decimò le produzioni agricole nazionali.
L’assenza di precipitazioni per oltre 120 giorni in primavera e una siccità prolungata fino all’inizio dell’estate rischia ora di innescare perdite pesanti in agricoltura, con il rischio che il bilancio si aggravi nelle prossime settimane e con riflessi che potrebbero pesare anche fino ai prossimi raccolti di cereali e foraggi.
La siccità, in questi ultimi giorni divenuta ancora più devastante con le temperature elevate e un vento caldo che secca i suoli, ha tagliato – seppure a macchia di leopardo – le rese di orzo e frumento, fino a un 30-40% rispetto agli andamenti standard.
Anche per i secondi raccolti, ricorda Coldiretti Mantova, lo scenario rischia di essere compromesso almeno parzialmente. Molti agricoltori stanno riflettendo, infatti, se seminare mais, sorgo o soia dopo i cereali autunnali, correndo il rischio di non avere acqua a sufficienza per irrigare e non portare a compimento il ciclo di vita dei prodotti.
“È un ulteriore danno per i bilanci aziendali – afferma il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra – perché molto spesso i secondi raccolti sono strategici per aumentare i livelli di autosufficienza delle scorte alimentari per la zootecnia. Eventuali mancate semine si tradurranno in minore disponibilità di prodotto, necessità di affacciarsi sul mercato e costi maggiori da sostenere”.
La grande sete rischia di compromettere i raccolti, riducendo a causa dello stress idrico le quantità raccolte e innescando alterazioni dei listini.
“Per questo è necessario che le istituzioni appoggino la richiesta di Coldiretti di adottare un piano per gli invasi e lo stoccaggio di acqua in bacini naturali o artificiali – sprona Carra -. In questa situazione di profonda crisi idrica, oltre a prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale”.
Inoltre, Coldiretti Mantova ribadisce che dovrà essere garantita, nella gestione dell’emergenza idrica, la priorità dell’utilizzo agricolo, tenuto conto del peso della provincia virgiliana nell’ambito delle produzioni agricole e alimentari Made in Italy.
