1 Aprile 2022
LATTE, LA CARENZA DI MATERIA PRIMA IN EUROPA SOSTIENE I PREZZI. COLDIRETTI MANTOVA: LISTINI IN AUMENTO, MA SALGONO ANCHE I COSTI DI PRODUZIONE

“Nel settore lattiero caseario stiamo attraversando una fase di mercato molto volatile e a tratti caratterizzata da scelte estremamente prudenziali come l’orientamento ad aumentare gli stock ed è ipotizzabile che nei prossimi mesi il prezzo del latte spot salirà ancora, come risposta a una carenza produttiva su scala comunitaria e per sostenere le stalle, alle prese con costi di gestione in forte crescita”.

Quanto prevede Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova e del Consorzio Virgilio, prima realtà cooperativa di secondo grado della provincia, in parte è inedito per la filiera produttiva interna.

“Le consegne di latte in Europa sono in diminuzione da diversi mesi, per effetto essenzialmente di due fattori – sottolinea il presidente Carra -. Da un lato, i costi di gestione aumentati sensibilmente, che stanno spingendo le stalle a selezionare la mandria e riformare i capi, e dall’altro la siccità della scorsa estate nel Centro-Nord Europa, che ha influito sulla disponibilità di pascoli e che ha innescato una prima contrazione dei volumi lattieri disponibili”.

I numeri, elaborati da Clal.it, evidenziano infatti un calo delle consegne di latte in Ue-27 dello 0,3% nel 2021 rispetto all’anno precedente, con una contrazione rispettivamente dell’1,9% e dell’1,5% delle produzioni in Germania e Francia, che rappresentano i primi due Paesi europei per quantità.

Una frenata che l’Ue ha confermato anche a gennaio, con un -0,5% delle produzioni di latte su base tendenziale. Tali dinamiche hanno di fatto portato – sottolinea Coldiretti Mantova – a scenari pressoché inediti e comunque in controtendenza rispetto al passato, come il crollo dell’import di latte e panna da parte dell’Italia (-65,6% nel 2021 rispetto all’anno precedente), con l’export della Germania e della Francia che secondo i dati Clal.it hanno segnato una frenata rispettivamente del -71,6% e -69,8 per cento.

“Questo scenario ha pochissimi precedenti nella storia e sta preoccupando il sistema di trasformazione, che teme di non avere abbastanza materia prima e, per questo, sta adeguando i prezzi di acquisto del latte al rialzo – spiega Carra -. Ma attenzione, in questo contesto di aumenti del prezzo del latte spot, l’allevatore comunque non sempre riesce a fronteggiare i rincari che ha subito e la filiera potrebbe anche per i prossimi mesi mantenersi in tensione”.

Ovunque, nel mondo, il prezzo del latte è in aumento. Granarolo ha deciso di alzare a 48 euro al quintale il valore riconosciuto ai produttori, mentre in Germania, complici i listini in ascesa di polveri e burro, le quotazioni alla stalla sono di oltre 9 centesimi al litro più elevate rispetto a 12 mesi fa, mentre il latte spot (cioè in cisterna e con contratto di fornitura non superiore ai 3 mesi) ha raggiunto i 58 euro al quintale.

“Non è semplice fare previsioni per il futuro – si schermisce Carra – ma c’è chi ipotizza fra gli addetti ai lavori che la temuta carenza di prodotto faccia salire il prezzo del latte spot italiano ad almeno 53-54 euro al quintale, se non di più”.

Anche i due grandi formaggi prodotti in provincia di Mantova, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, sono su prezzi sostenuti, superiori di qualche punto percentuale rispetto a 12 mesi fa. “I prezzi potrebbero salire ulteriormente, così da bilanciare in parte le spese ingenti di produzione del latte alla stalla e gli aumenti che la filiera della trasformazione ha subito – commenta Carra -. Per i prossimi mesi dovremo tenere d’occhio i consumi. Se si manterranno in linea con le produzioni, allora non dovremo preoccuparci”.

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