Più agricoltura di precisione e minima lavorazione per ridurre i costi delle operazioni in campagna. L’orientamento colturale in vista delle semine autunno-vernine e dell’annata agraria 2021-2022, che prenderà avvio “ufficialmente” secondo tradizione con l’11 novembre, festa di San Martino, si accompagna con un nuovo corso di tipo culturale. La spinta è legata da desiderio di contenere i costi di produzione, trascinati dal boom dei prezzi dell’energia, che hanno portato a incrementi anche del 50% sul brent.
Lo rivela Coldiretti Mantova, che riporta le intenzioni di semina sul territorio provinciale. Sale il gradimento del grano tenero (+12%) e del grano duro (+8%), trascinati da prezzi di mercato in salita rispetto allo scorso anno e da prospettive interessanti di mercato. E con i listini alti, in crescita sulle piazze italiane e con il grano tenero vicino ai 300 euro e il duro che sfiora i 550 euro, gli agricoltori preferiscono restare alla finestra anziché sottoscrivere accordi di filiera.
Anche l’orzo, fra i cereali autunno vernini, mantiene la propria quota, in particolare nelle aziende zootecniche, dove trova un utilizzo nella razione alimentare degli animali.
Fra gli agricoltori c’è chi, per contenere le spese, ha individuato varietà precoci, con conseguente minore apporto irriguo nel corso della stagione, e piante vegetali azotofissatrici per abbattere gli apporti di azoto minerale necessario e così ridurre il ricorso alla chimica. Prati e medicai, in particolare, svolgono questa duplice funzione.
Le dinamiche rialziste che hanno da un lato ripagato i cerealicoltori di molti anni senza guizzi di mercato e che, parallelamente, hanno spinto verso l’alto le spese degli allevatori per l’acquisto di mangimi e alimenti dei capi, stanno invitando le imprese agro-zootecniche – rileva Coldiretti Mantova – a individuare prodotti alternativi, magari in grado di coniugare la riduzione dei costi al minore impatto ambientale, a partire dalle proteine vegetali (fagioli o pisello proteico), ma anche il prato o i miscugli.
Mais e soia, per estendere la panoramica delle colture tradizionalmente diffuse sul territorio virgiliano, restano particolarmente diffuse, sia per una questione di fabbisogno per le stalle, in particolare nell’area del Grana Padano, che per i risultati che hanno ottenuto in Borsa merci negli ultimi mesi, con performance che hanno superato il +54% rispetto alle quotazioni di 12 mesi fa per il mais e del +52% per la soia, che nel bimestre maggio-giugno ha superato addirittura il picco record di 700 euro alla tonnellata.
Il ricorso a nuove tecnologie per il risparmio di gasolio e di input chimici e alle fonti rinnovabili in agricoltura come il biogas e il biometano per chi alleva animali o impianti fotovoltaici da collocare sui tetti – riconosce Coldiretti Mantova - stanno determinando un cambiamento innanzitutto di tipo culturale che, per quanto lento, sarà alla base per un nuovo corso dell’agricoltura, più verde, attenta ai mercati e legata allo sviluppo rurale delle comunità sui territori.
