26 Gennaio 2026
UE, COLDIRETTI PAVIA SCRIVE A 185 SINDACI DELLA PROVINCIA PER DELIBERA CONTRO INGANNI ORIGINE

26 gennaio 2026

UE, Coldiretti Pavia scrive a tutti i 185 sindaci della Provincia
per chiedere una delibera contro gli inganni sull’origine

Alla presentazione dell’iniziativa di Coldiretti per riformare il Codice doganale europeo
il Presidente della Provincia e i rappresentanti dei Comuni di Pavia, Vigevano e Voghera

 

Rafforzare la tutela del Made in Italy agroalimentare, garantire trasparenza ai consumatori e tutelare il reddito degli agricoltori. Sono gli obiettivi della nuova iniziativa di Coldiretti per riformare il Codice doganale europeo che è stata presentata oggi al Palazzo Coldiretti di Pavia: per sostenerla tutti i 185 sindaci della Provincia di Pavia riceveranno presto una proposta di delibera da sottoporre al proprio Consiglio comunale per difendere l’origine prodotti agricoli italiani.

Alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, insieme al Presidente di Coldiretti Pavia Silvia Garavaglia e al Direttore Antonio Tessari, hanno preso parte il Presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli, il Vicesindaco di Pavia Alice Moggi, il Sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Voghera Maria Cristina Malvicini. Tutti si sono detti favorevoli all’iniziativa di Coldiretti e si sono impegnati a portare all’attenzione del proprio Consiglio la delibera preparata da Coldiretti.

Da sempre, infatti, Coldiretti è in prima linea nella battaglia contro l’inganno sull’origine dei prodotti, una pratica che danneggia gravemente non soltanto gli agricoltori ma tutti i cittadini e l’intero sistema agroalimentare italiano. Nel mirino dell’Organizzazione agricola c’è, in particolare, la vigente disciplina doganale contenuta nel regolamento UE n. 952/2013, noto come Codice doganale europeo: questo stabilisce l’origine di un prodotto in base al Paese dell’ultima lavorazione o della trasformazione sostanziale (cosiddetta origine non preferenziale). Un criterio che, applicato ai prodotti agroalimentari, genera effetti distorsivi e ambiguità.

“Questa norma consente di attribuire un’origine Made in Italy a prodotti che in realtà provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per un’ultima fase di trasformazione – spiega Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Un esempio emblematico è quello del concentrato di pomodoro importato dalla Cina e che viene lavorato in Italia al solo scopo di ottenere un’etichetta italiana pur partendo da materie prime di provenienza e qualità ben diverse”.

Quella contro l’inganno dell’origine è una battaglia che Coldiretti ha portato recentemente anche in piazza a Bruxelles e a Strasburgo, chiedendo reciprocità vera e regole chiare anche nei trattati europei, a partire dal Mercosur. “La difesa dell’origine dei prodotti non è una battaglia di categoria, ma una questione di trasparenza e di giustizia – sottolinea ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei, infatti, mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Italia e in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese arrivino i prodotti”.

La battaglia contro l’inganno sull’origine rappresenta per Coldiretti il cuore della difesa del Made in Italy. “Per questo motivo avere al nostro fianco i Comuni, la Provincia e la Regione è strategico, per dare ulteriore forza alla nostra richiesta di modifica della normativa europea – aggiunge Antonio Tessari, Direttore di Coldiretti Pavia – Per questo chiediamo il sostegno non soltanto della Provincia di Pavia e dei Comuni di Pavia, Vigevano e Voghera ma di tutti i 185 Comuni del nostro territorio, affinché si facciano promotori anche attraverso l’ANCI di un’azione politica forte nelle sedi competenti”.

Coldiretti chiede in particolare di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale, prevedendo come unico criterio per l’individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza delle materie prime. “Il nostro obiettivo è chiaro – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – Garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una reale tutela del nostro patrimonio agroalimentare”.

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