Qualità e rese elevate, se non colpito da avversità climatiche
La discriminante, ancora una volta, l’ha imposta il meteo. Dove non si sono abbattute la violenza della grandine e le trombe d’aria, dicono gli operatori, siamo in presenza di un prodotto sano, abbondante e di qualità elevata sul piano nutrizionale, grazie ad una presenza elevata di amido. Secondo Coldiretti Mantova, è partita con il piede giusto la campagna del mais trinciato, partita in anticipo rispetto agli anni precedenti per un utilizzo abbastanza diffuso delle varietà di mais precoci.
“La siccità dello scorso anno – spiega Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova e allevatore di bovine da latte a Goito – ha spinto molti agricoltori ad utilizzare mais a ciclo breve, così da evitare, in caso di siccità, di non portare a termine la coltura. Questo ha inevitabilmente anticipato rispetto all’avvio standard la campagna di raccolta del trinciato per uso zootecnico”.
A partire da maggio, dopo quattro mesi col fiato sospeso – ricorda Coldiretti Mantova – abbondanti piogge, seguite in alcune zone della provincia da grandine e trombe d’aria, hanno finito per allettare, rovinare, compromettere anche con percentuali di danno del 100%, le coltivazioni colpite. Mais compreso.
“E pensare che i presupposti, fino alle grandinate violentissime nella seconda metà di luglio, erano ottimi, con piante di mais rigogliose e senza alcuna ombra di malattie o stress idrico – commenta Mauro Vivaldini, produttore di latte e presidente di Coldiretti a Castiglione delle Stiviere -. Ma dove si è abbattuto il maltempo la situazione è cambiata radicalmente”.
"Nelle aree al confine tra il Mantovano e il Bresciano, sottolinea Enrico Treccani, vicepresidente di Coldiretti Mantova, “diversi ettari sono stati trinciati in condizioni anomale, spesso completamente allettati o con piante spezzate”.
Chi tira un sospiro di sollievo è Alberto Zanella, giovane allevatore di bovini da carne a Casaloldo, risparmiato dalla furia di un clima sempre più tropicale anche alle latitudini virgiliane. “Sto trinciando il mais di primo raccolto e sto avendo ottime produzioni, nell’ordine dei 600 quintali per ettaro, che per le varietà precoci è un risultato decisamente interessante – afferma Zanella -. Il prodotto è sano e, con una percentuale del 33-35% di amido ha caratteristiche di elevata digeribilità per gli animali”.
In flessione i prezzi rispetto al 2002. Da una media di circa 60-85 euro alla tonnellata dello scorso anno, infatti, le prime quotazioni del 2023 si attestano fra i 45 e i 55 euro alla tonnellata.